Alzi la mano chi, tra le lettrici in ascolto (sperando che ne sia rimasta qualcuna) non hai mai passato la sera a piangere davanti a uno specchio (noi donne siamo esibizioniste per natura, l’ha detto anche Silvio, giusto per fare un nome a caso) per un amore finito, chiedendosi: ‘Ma che cos’ha lei che io non ho?!‘
Diciamo la verità, tutte siamo state mollate per una più brutta, più stupida, meno interessante è affascinante.
E’ matematico, capita sempre. E questo fa rabbia: ‘ Se fosse più bella di me, lo capirei, ma è un cesso!’ Questa è la tipica frase della donna tradita o abbandonata per un’altra, molte volte di fronte c’è un’amica che annuisce e che potrà quindi testimoniare. Qualcuna addirittura azzarda: ‘Bhè, se fosse stata più bella, non mi lamenterei!’
[Non starò ad elencare i motivi che mi hanno spinto a scrivere, oggi, il mio trecentosedicesimo articolo, l'importante è che sono qui, conscia che sono 12 le persone che (presumo per sbaglio) capitano su queste pagine. Passo e chiudo.]
Piuttosto, ci sono alcune questioni sulle quali sento l’irrefrenabile voglia di esprimermi. Una fra tutte: l’ombelico di Isabella Ferrari. Lo saprete già, l’attrice è testimonial di uno spot super griffato (è diretto da Sorrentino) e ad alto contenuto erotico per Yamamay (video).
La prima volta che l’ho visto, ho pensato:
1. Bella la canzone (Per un’ora d’amore, Antonella Ruggero feat. Subsonica)
2. Bella la Ferrari, aggiungendo sussurrando, con un po’ di vergogna mista a invidia: ‘poi per la sua età…‘
Poi, da consumatrice attenta e sensibile, mi sono fatta una domanda: Qual è il messaggio subliminale dello spot? Perché la Ferrari?
Grazie a quell’esame di Psicologia Generale studiato nella mia vita passata di studentessa furoisede (e poi dicono che l’università non serve) e facendo leva su tutta la mia arguzia, mi sono data una risposta, ragionata e logica.
Con questa pubblicità, il Sign. Yamamay, che da 10 anni sforna reggicalze, corsetti, vestaglie di seta e persino costumi da bagno, ci vuole dire questo, ragazze:
I capi di sexy lingerie non sono creati per le modelle russe fidanzate con Cristiano Ronaldo E non sono disegnati per top model polinesiane alte 1 metro e ottanta e dai capelli liscissimi. Ebbene, no.
Da oggi, a indossare reggiseni push up e tanga di pizzo potranno essere anche le attrici di fiction di successo come Distretto di Polizia e scene hard con Nanni Moretti, anche se questo non importa, perché l’importante è che queste attrici, badate bene, hanno superato gli anta (già da un po’ per altro).
Non appena fatta questa riflessione su una innovativa e rivoluzionaria forma di democrazia del perizoma, scopro, attonita, che in quel cortometraggio così chic, la Ferrari non ha l’ombelico. E’ stato un colpo durissimo.
La mia memoria, in un momento così traumatico è corsa subito all’infanzia, quando mia sorella, all’età di 7 anni, scoprì che anche gli uomini hanno l’ombelico. Mia madre pensava di essere stata chiara spiegandole che l’ombelico serve al bambino nella pancia per nutrirsi, attraverso il cordone ombelicale. Ma allora, i maschi, che cosa se ne facevano se bambini in pancia non ne dovevano avere?
Comunque la Ferrari è una donna e non esiste un motivo perché non abbia l’ombelico, insomma non è possibile!
Il mio sogno è svanito in un attimo: non essendo la fidanzata di Cristiano Ronaldo e nemmeno una modella indonesiana, pensavo di poter indossare, finalmente, uno di quei fantastici completi Yamamay diventando un’attrice un po’ snob (preferirei saltare Moretti però), dopo gli anta naturalmente (condizione indispensabile).
E’ passata già una decina di giorni, ma non sono troppo in ritardo per raccontarvi dello spettacolo di Fiorello a Cagliari, il 9 luglio scorso.
Molti degli spettatori l’avevano già visto, Fiorello: nel 2007 e nel 2005: entrambi gli spettacoli avevano fatto il pienone e anche quel venerdì la platea della Fiera di Cagliari era gremita di persone. Per gli spettacoli del più acclamato showman italiano, non si può parlare di età media: dai giovanissimi in gruppo ai signori settantenni, muniti di occhiali da sole per difendersi dalle luci di scena; dalle signore bene della città ai giovani studenti; molti turisti (anche stranieri) e gli immancabili Vip, arrivati dal Forte Village con stuoli di Bodyguard.
Quando si tratta di Fiorello, la mia insostituibile compagna e La Mamma: è grazie a lei che ho scoperto quanto è divertente e ridere con Fiorello, è grazie a lei che ho scoperto quanto è rilassante sedersi nella platea di qualsiasi teatro, arena per godere di uno spettacolo creato per noi, ma soprattutto è grazie a lei che ho passato i tornelli, visto che ha pagato anche il mio biglietto fra le prime file!
L’attesa era tanta: la cricca di Cremonesi & Co mancava da Cagliari dal 2007 con Volevo Fare il Ballerino: da allora sono cambiate molte cose, soprattutto l’interruzione di Viva Radio 2, il programma radiofonico che teneva tutti noi legati a Fiorello ogni giorno. Insomma, non vedevamo l’ora di vedere cosa si sarebbe inventato questa volta col suo Fiorello Show!
Davanti ai nostri occhi scenografie col gusto del varietà anni ’60 ma con tutta la tecnologia di oggi: uno scintillio continuo di luci, pannelli semoventi a led che si animavano, creando forme e immagini e facendo sì che il palco fosse in continuo divenire.
Il protagonista è sempre lui, Rosario Fiorello. Con la sua umanità, la sua inarrestabile voglia di ridere, con la sua voce meravigliosa. Perché se l’ironia delle sue battute è insuperabile e mai scontata, è la sua passione per la musica a guidare il pubblico nel percorso dello spettacolo, rendendo quasi naturale il volo pindarico che lega Champagne di Peppino di Capri a Somebody to Love dei Queen!
Impossibile non dimenticare la propria vita e tutte le preoccupazioni e le cose da fare, e vivere, per 3 intense ed emozionanti ore, solo in funzione del Fiorello Show, muovendosi al ritmo di Enrico Cremonesi, maestro dell’orchestra e divertente spalla di Fiorello.
C’è stato spazio per una leggera ma pungente satira politica, con una battuta su Brancher: ‘è stato messo lì per sostituire Scajola, dimessosi perché indagato. Ma Brancher è INQUISITO! Ed era il migliore che avevano a disposizione!’; per un’improvvisato siparietto col timido (nonostante la sua fama di intrattabile) e bello (lasciatemelo dire) supercampione Mario Balotelli, tra i Vip del parterre, che si è prestato per qualche palleggio sul palco.
Emozionato ed emozionante, a 50 anni suonati (e anche qui dovreste sentire il monologo sull’età che avanza) Fiorello migliora, grazie a un’umanità che credo sia davvero una delle sue doti più grandi, attraverso la quale riesce ad entrare nelle corde di ognuno di noi spettatori (e telespettatori), e grazie anche a un’orchestra che impreziosisce uno spettacolo unico nel suo genere.
Scrivere sul caso di abusi sessuali su bambini all’interno delle sagrestie e degli oratori della Chiesa cattolica, avvenuti un po’ in tutto il mondo e insabbiati dalle gerarchie più alte del Vaticano non è certo facile.
Certo, basterebbe cavalcare l’onda dell’indignazione popolare che condanna i Preti-Pedofili (ormai ribatezzati così da tutti i media, proprio come i cattivi dei Cartoni), basterebbe sparare sulla Croce Rossa citando Bertone che in uno spagnolo che sono riuscita a capire perfino io pur non conoscendo minimamente la lingua dice che il celibato non ha nulla a che vedere con la pedofilia, ma l’omosessualità, quella sì.
Scrivere sul caso dei bambini molestati dai loro sacerdoti significa scrivere del Bene e del Male. Di quanto è subdolo il Male, vestito con l’abito talare. Di quanto ognuno di noi debba fare attenzione perché, purtroppo, il Male non si manifesta mai con coraggio davanti a noi, ma molto spesso si nasconde dietro un volto amico.
Mi ha informato l’agenzia stampa diretta da Mia Sorella, che ne è anche l’unica componente e che è decisamente dedita al suo lavoro: alle 9.00 a.m di ieri mattina attraverso un sms mi ha inviato il lapidario (è proprio il caso di dirlo) lancio:
E’ morto Raimondo Vianello
La mia risposta, altrettanto lapidaria e mossa da un sincero e accorato cordoglio è stata
Mischino (in italiano dialettale sardo, poverino)
Certo non mi aspettavo finisse lì, mica sono tutti stringati come le due Serra.
E infatti è bastato accendere (in ordine) radio, facebook e poi, mentre mangiavo gli gnocchi della nonna, la tv, per avere ampia conferma della triste notizia. Leggi il seguito di questo post »
Grazie ad un organo di informazione come l’Unione Sarda, sono venuta a conoscenza di una notizia succulenta, pop e anche grottesca.
Insomma, proprio quello che stavo cercando per riaprire le trasmissioni su Punto e a Capo.
Sentite qui: ieri, in un noto locale cagliaritano, si è svolta una manifestazione che ‘furoreggia in tutto il mondo’, per usare le parole del giornalista (se lo dice lui…): un premio letterario? Una gara musicale? Non so, una maratona di cucina etnica?
Ovviamente no, stiamo parlando di Miss Maglietta Bagnata a Cagliari!
Nessuno segue più i blog, perlomeno quelli in cui si esprimono opinioni. Colpa di Facebook e dei motori di ricerca, che indicizzano tutti su quei portali, sempre gli stessi.
Poi c’è il lavoro e l’illusione del giornalismo online che rimane sempre un’illusione, con qualche esperienza che rimane solo un’esperienza.
E’ cambiato tutto.
In Tv la persona più autorevole è Emanuele Filiberto di Savoia, a Sanremo ha vinto uno di Amici (vabbé quello anche l’anno scorso) e il Pdl fa manifestazioni in piazza con un milione di partecipanti (vabbé 150.000 per la questura, questo è tipico).
Tante cose sono cambiate, dai.
Il 3D, per esempio. C’è Alice in the wonderland e Avatar.
Qui passa poca gente, cercando Fabri Fibra e Vaporidis, il Tapiro d’oro al massimo, qualcuno si spinge addirittura su Pamela Prati e la sua presunta età.
Avrebbe senso riprendere le trasmissioni?
(fra un matrimonio e l’altro – non miei ci mancherebbe)
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