Domani tutti noi a mezzanotte, stappando una bottiglia di spumante ci augureremo “Buon Anno”, sperando che il 2008 si porti via tutta il fango di quest’anno che và.
Il mio pensiero va a chi, in quell’istante spererà, nel nuovo anno, di guarire, di trovare un lavoro, di arrivare a fine mese coi soldi per compare un regalo a suo figlio. A chi si augurerà di poter finalmente comprare una casa, a chi penserà : “Sì, devo partire” o “No, devo restare”. A chi avrà il coraggio di fare una scelta, di cambiare.
Perchè in fondo se il 2008 sarà diverso, dipenderà da ognuno di noi.
Oggi la notizia più letta su Corriere.it, riguarda una star di Hollywood, Angelina Jolie. L’attrice dichiara al sito Contactmusic qualcosa tipo “Non provo imbarazzo a fare sesso sul set”.
Il cantante degli U2, Bono Vox in un’intervista a un giornale tedesco, ha dichiarato che Italia e Francia non hanno tenuto fede agli impegni per gli aiuti umanitari in Africa. L’unica nazione ad aver tenuto fede alle sue promesse, secondo il cantante è la Germania, mentre addirittura racconta che durante un incontro con i capi di stato a Heiligendamm,uno di loro si addormentò.
Corriere.it
Che vergogna!
Le altre notizie più lette sono: 2, I giudici inguaiano la chiesa di Kakà; 3. I “miti” verdi da sfatare; 4. Olanda:polizia “erba” libera in tempo libero; 5. La Spagna sdogana il “poliamor”
Per cominciare l’anno nuovo (che ancora non è arrivato) ecco che ci fanno sapere:
I buoni propositi del primo dell’anno sono destinati a fallire, in nove casi su dieci. Lo ha dimostrato uno studio dell’Università di Hertfordshire, in Gran Bretagna, che ha preso in esame i propositi di ben 3000 persone: perdere peso, smettere di fumare, andare in palestra… Rari i casi in cui l’obbiettivo è raggiunto.
Corriere.it
Bene, questa ci voleva proprio! Io ho stilato un elenco di circa 10 punti, comincio a depennare perdere peso e iscrivermi in palestra, tanto poi non succederà, tanto vale
Ha scritto su 30 metri d’asfalto una canzone di Venditti per farsi perdonare. Autore del romantico gesto metropolitano un ragazzino di 16 anni, di Udine. La canzone sarebbe “Dalla pelle al cuore”.
ANSA
Ma quindi esiste ancora il romanticismo, nei ragazzi d’oggi?..
La notizia che più mi ha colpito oggi, è questa: una rivista tedesca, kulturaustaush, ha eletto come “parola più bella” un termine turco, yakamoz che tradotto in italiano sarebbe riflesso della luna sull’acqua.
Anch’io sono stata nominata, così è questo il mio regalo di Natale nella nuova blogosfera, che mi ha accolto con simpatia e affetto. Immagino di non poter certo nominare chi mi ha nominato, anche se mi piacerebbe rendere ’sta patata bollente a flavio, che ha pensato anche a me, con parole davvero inaspettate, così immaginate che parli anche di lui, fra poco.
Le regole:
1) Partecipare solo se si è stati nominati, e qui ci siamo!
2) Lasciare un link al post originale Inglese, eccolo
3) Inserire nel post il logo dei thinking blogger award
Ora faccio i miei nomi, tutti blogger maschietti, è vero.
Il motivo è facile, a parte qualche eccezione sono sopratutto dei ragazzi che passano di qui, lasciano un commento, si interessano degli argomenti che tratto, e viceversa anch’io frequento i loro blog, che in modi diversi hanno tutti qualcosa di autentico, di vero da dire, da dare.
Prova che alla fine il mondo delle donne e quello degli uomini non sono poi così lontani.
Forse sono solo parole, scritte di getto o ragionate fino all’ultima virgola, ma sono parole che parlano di loro, di noi, del nostro mondo.
Di quello che viviamo fuori di qui, di piccole grandi emozioni, di ingiustizie, di viaggi, di colori.
Gli ho messi tutti, ma proprio tutti in queste parole, sta a voi ricercare tutto ciò sui loro blog.
La camera allarga l’inquadratura su un tradizionale camino di marmo, accanto al quale, scopriamo subito, siede Woody Allen. La scenografia è semplice, la camera è fissa, la scena in bianco e nero: l’attore, seduto, gambe accavallate, con un’espressione curiosa, beve una tazza di thè in silenzio, per un minuto e mezzo. Ad ogni sorso scatta una fragorosa risata fuori campo come quelle che vengono spontanee a sentire le brillanti battute dei suoi film, ma non ha detto una parola e non c’è niente da ridere. La chiave per la comprensione del senso di questi video, è la paternità di Speechless whitout writers, un blog “senza parole e senza autori” nato della protesta degli sceneggiatori di cinema e tv americani contro le grandi corporations. Nelle ultime settimane, il WGA, il sindacato degli scrittori per cinema e tvha scioperato bloccando la produzione di colossal come “Angeli e Demoni” tratto dal libro di Dan Brown e mettendo a rischio le prossime cerimonie per l’assegnazione dei Golden Globe e degli Oscar. Oltre ai numerosi picchetti davanti ai palazzi delle case produttrici di Hollywood, gli autori cinematografici e televisivi stanno manifestando il loro disappunto attraverso il web, con la nascita di alcuni blog e con l’aiuto, nel caso di Speechless, di celebri attori che ne hanno sposato la causa. Motivo della discordia sono proprio i guadagni derivati dai nuovi canali di distribuzione digitali, come il web, che gli sceneggiatori richiedono, in giuste percentuali, alle società di produzione. Se le grandi corporations “combattono” a suon di tradizionali comunicati stampa pubblicati nei più importanti quotidiani, Speechless colpisce dritto nell’immaginario dello spettatore, emozionandolo, innervosendolo e facendolo anche entrare “all’interno” del cinema. Macchine da presa, copioni, registi che bloccano la scena, luci e microfoni….Raramente il cinema hollywoodiano mette in scena se stesso e i propri feticci con tanta semplicità e trasparenza, raramente si prende in giro (divertentissimo un corto in cui due attori e il regista finiscono per abbaiare) svelando anche la complessità nella costruzione della scena. E se le due attrici che leggono con passione e convinzione gli annunci delle Pagine Gialle come se recitassero in un film drammatico, sono assolutamente credibili per chi non conosce l’inglese, ciòche si prova a guardare alcuni filmati è invece un irrefrenabile voglia di “sollevare il volume” come nel caso del corto che ha come protagonista Sean Penn, che parla dritto in camera per 48 secondi ma “senza voce” , o avere la traduzione dei “bla bla” o degli “ua ua ua” che compongono intere, irresistibili, conversazioni.
La novità del progetto non è soltanto il canale di comunicazione, il blog, il più democratico spazio del web e non è neanche solo il fatto di usare lo stesso oggetto della discordia, ciò che sorprende è la riflessione del cinema su se stesso, la scomposizione della scena, la dissacrazione dei suoi strumenti.
E’ emblematico uno degli ultimi video caricati sul blog: Jousha Jackson è solo di fronte alla telecamera, in una scena esterna, scrive speechless (senza parole) su un foglio bianco, lo mostra alla camera, lo appallottola e infine fa per mangiarselo.
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
Punto e a Capo non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicita’. Non puo’ pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07/03/2001.
L’ Autore non ha alcuna responsabilita’ sui contenuti dei siti in collegamento e dei commenti lasciati dagli utenti.
Le immagini sono correlate agli argomenti di cui si scrive. Alcune, sono provenienti da Internet, qualora i soggetti proprietari fossero contrari alla pubblicazione non dovranno far altro che segnalarlo in modo da poter procedere ad una rapida eliminazione.
Commenti Recenti