Speechless, è senza parole la nuova frontiera della protesta, sul web

21 12 2007

La camera allarga l’inquadratura su un tradizionale camino di marmo, accanto al quale, scopriamo subito, siede Woody Allen. La scenografia è semplice, la camera è fissa, la scena in bianco e nero: l’attore, seduto, gambe accavallate, con un’espressione curiosa, beve una tazza di thè in silenzio, per un minuto e mezzo. Ad ogni sorso scatta una fragorosa risata fuori campo come quelle che vengono spontanee a sentire le brillanti battute dei suoi film, ma non ha detto una parola e non c’è niente da ridere. La chiave per la comprensione del senso di questi video, è la paternità di Speechless whitout writers, un blog “senza parole e senza autori” nato della protesta degli sceneggiatori di cinema e tv americani contro le grandi corporations. Nelle ultime settimane, il WGA, il sindacato degli scrittori per cinema e tv  ha scioperato bloccando la produzione di colossal come “Angeli e Demoni” tratto dal libro di Dan Brown e mettendo a rischio le prossime cerimonie per l’assegnazione dei Golden Globe e degli Oscar. Oltre ai numerosi picchetti davanti ai palazzi delle case produttrici di Hollywood, gli autori cinematografici e televisivi stanno manifestando il loro disappunto attraverso il web, con la nascita di alcuni blog e con l’aiuto, nel caso di Speechless, di celebri attori che ne hanno sposato la causa. Motivo della discordia sono proprio i guadagni derivati dai nuovi canali di distribuzione digitali, come il web, che gli sceneggiatori richiedono, in giuste percentuali, alle società di produzione.  Se le grandi corporations “combattono” a suon di tradizionali comunicati stampa pubblicati nei più importanti quotidiani, Speechless colpisce dritto nell’immaginario dello spettatore, emozionandolo, innervosendolo e facendolo anche entrare “all’interno” del cinema. Macchine da presa, copioni, registi che bloccano la scena, luci e microfoni….Raramente il cinema hollywoodiano mette in scena se stesso e i propri feticci con tanta semplicità e trasparenza, raramente si prende in giro (divertentissimo un corto in cui due attori e il regista finiscono per abbaiare) svelando anche la complessità nella costruzione della scena. E se le due attrici che leggono con passione e convinzione gli annunci delle Pagine Gialle come se recitassero in un film drammatico, sono assolutamente credibili per chi non conosce l’inglese, ciò  che si prova a guardare alcuni filmati è invece un irrefrenabile voglia di “sollevare il volume” come nel caso del corto che ha come protagonista Sean Penn, che parla dritto in camera per 48 secondi ma “senza voce” , o avere la traduzione dei “bla bla” o degli “ua ua ua” che compongono intere, irresistibili, conversazioni.

La novità del progetto non è soltanto il canale di comunicazione, il blog, il più democratico spazio del web e non è neanche solo il fatto di usare lo stesso oggetto della discordia, ciò che sorprende è la riflessione del cinema su se stesso, la scomposizione della scena, la dissacrazione dei suoi strumenti.

E’ emblematico uno degli ultimi video caricati sul blog: Jousha Jackson è solo di fronte alla telecamera, in una scena esterna, scrive speechless (senza parole) su un foglio bianco, lo mostra alla camera, lo appallottola e infine fa per mangiarselo.


Azioni

Informazione

3 risposte a “Speechless, è senza parole la nuova frontiera della protesta, sul web”

22 12 2007
Oscar Ferrari (11:25:47) :

Lo abbiamo fatto anche noi, per altri motivi, alle elezioni per il sindaco di Bolzano
http://video.google.it/videoplay?docid=-5744021672897348187
noi del Partito per Tutti

22 12 2007
maviserra (17:15:47) :

ho visto il video e anche il servzio del tg3 sulla vostra iniziativa!..complimenti

23 12 2007
nadiaflavio (12:01:21) :

Ciao Mavi.
Sei stata nominata.
Flavio

Lascia un commento

Puoi usare questi tag : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>