E che c’entrano gli antichi Romani col web? Verba volant…
18 02 2008Sono due gli articoli che ho letto e che mi hanno fatto riflettere, oggi.
Riguardano il web e noi che lo navighiamo impavidamente. Il primo è su “Magazine”, settimanale del Corriere della Sera: Marco Pratellesi, con un titolo emblematico come “Net Reputation” ci mette in guardia sulle tracce che ognuno di noi lascia sul web (che, scrive “ha una memoria da elefante”). Tutto è agli occhi di tutti, ma sopratutto la mole di foto, post, dichiarazioni e commenti potrebbe essere del materiale utile per dirigenti e manager che, come ci informa il giornalista “usano sempre più spesso internet per reperire informazioni su un candidato”. (E a questo punto mi chiedo, che penserebbe un manager di questo blog? Mah, meglio non saperlo!)
L’altra notizia invece riguarda la Gran Bretagna, dove sono sorte delle società che si occupano di ripulire la propria reputazione sul web: se ci sono dei siti in cui qualcuno di noi è calunniato o in cui si danno informazioni spiacevoli su di noi, arrivano i ripulitori del web, che pagando dirottano i motori di riverca su altri siti più “favorevoli”.
Sembra che sul internet i confini siano molto labili e in effetti basta poco per incappare in situazioni spiacevoli. Ma non mi sarei aspettata mai, in questo contesto di citare una delle più belle e valide massime latine: Verba volant, scripta manent.






oddio questa cosa delle tracce mette in ansia pure me ma è meglio non pensarci. d’altra parte anche nella vita reale sono molteplici, ormai, le tracce che lasciamo.
Bhè è vero, certo. Poi aggiungo, se pensiamo un pò prima di lasciarle queste tracce non ci pentiremo (spero). Mah.
la rete non doveva essere un occasione di libertà di espressione? sic!!!!
dalla censura all’autocensura andiamo bene, mi sa che l’unico posto in cui mi assumono è la Svezia (x ora non mi sembra di averne parlato male)
@spakaosBhè dev’essere un bel Paese la Svezia!
Dai tu sei protetto dall’anonimato, non preoccuparti 
ciao mavi!
è sempre un piacere leggere il tuo blog!
Ad ogni modo io ho sempre riflettuto su questa cosa. Mi sono sempre chiesto: “è proprio necessario che io metta su internet le mie foto ubriaco a quella festa di laurea?”
Oppure: “ma mi converrà scrivere sul blog quello che penso del Papa, o della chiesa o della cucina macrobiotica?”
E cose del genere.
Poi alla fine l’ho sempre fatto, pensando che tanto, alla fine, all’occorrenza, mi sarei occupato di cancellare tutto. Ma in cuor mio ho sempre saputo che è una cosa impossibile.
E dopo, quando ho scoperto che, sì, davvero i manager prima di prenderti vanno su google e vedono cosa esce sotto il tuo nome, beh allora lì avrei dovuto decidere di espormi in rete con più giudizio. O meglio non farlo proprio.
Secondo voi com’è finita?
P.s. per rassicurarvi, finora mi è andata sempre bene…
P.p.s. come si fa a partecipare alle primarie feline??? devo preparare un euro di croccantini?
@lecoincidenze: Ma ciao, che bella sorpresa! Sì, diciamo che sulle foto io ci vado più cauta, per il resto credo che la ricetta sia pensar bene a ciò che si scrive e in qualche modo esserne sempre orgogliosi. Poi se si tratta della candidatura del mio gatto, si capisce che è un gioco, un divertimento e una scemenza pure..
Ps. Sei hai un amico a quattro zampe, mammifero appartenente al mondo animale puoi mandarmi la sua foto e avanzare la sua candidatura ad uno dei ministeri ancora scoperti..Se invece vuoi sostenerci Eddie fa sapere che se ti è rimasto ancora un pò di Pandoro da Natale va bene, lo adora!
[...] blog all’album su flickr, poi si leggono i commenti che abbiamo lasciato qui e lì, insomma: verba volant, scripta manent (post). Che poi è ciò che ha detto, in termini un po’ più catastrofici e tragici, il Garante [...]