Bugie di carta: è così che Flavio Soriga definisce le pagine di Sardinia Blues.

I tre protagonisti “tre laureati senza macchia e senza paura e senza amore e senza fede” non esistono: non trova corrispondenza nella realtà Licheri, ex tossicodipendente intellettuale e nemmeno Corda, il secondo dei pirati col passato di hairstylist londinese. Naturalmente non esiste neanche Pani, la voce narrante e protagonista del libro, non ci son mai state le loro scorribande in quel Messico che è la Sardegna e nemmeno i loro discorsi esistenziali, la casa sul mare.
Ma chi in Sardegna c’è stato, rifuggendo anche solo per un attimo dall’atmosfera ovattata “dell’Isola dei Vip, dove i reali di Spagna e le popstar britanniche e gli oligarchi russi vengono a bagnare i più milionari dei loro sederi”, ne ritroverà nelle pagine di Sardinia Blues i colori, gli odori, i suoni.
C’è tanto di vero nella storia di questi tre eterni ragazzi: l’istantanea di una generazione ancorata alla propria terra ma percorsa anche da un forte istinto alla fuga; c’è la malinconia di febbraio che penetra nell’animo e lo riempie di vuoto; c’è l’odore dei ginepri ai bordi delle strade e il rumore del vento che batte senza tregua quest’isola e ne piega gli alberi.
In questa lettura on the road della Sardegna, di vero c’è anche l’amarezza che lascia la fine di ogni amore, con tutti i rimpianti, gli interrogativi, il disincanto e la consapevolezza che nulla sarà più come prima; c’è la ricerca individuale della propria identità.
A farne un testo scorrevole uno stile personalissimo, scorrevole e dinamico, sonorizzato da citazioni musicali che rendono il romanzo davvero intenso: le immagini si impromono nella mente ed è davvero difficile non immaginare già una possibile riscrittura cinematografica dell’opera di Flavio Soriga.
Sardinia Blues, di Flavio Soriga è pubblicato da Bompiani nel 2008.








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