In & Out, pollice verso

29 04 2008

“Vita Smeralda” l’ho visto per sbaglio quest’estate su sky, in un pomeriggio torrido d’agosto, di quelli che la tv sembra l’unica occupazione possibile: ma che mal di stomaco mi ero presa a seguire questo film! E dato che ho visto che ieri è stato trasmesso in prima serata su Italia1, mi son proposta di scriverci un articoletto per la rubrica In & Out, naturalmente siamo dalla parte dell’Out. ;)

Intanto il film ha un sito completamente dedicato (eccolo) in cui si legge, alla voce sinossi:

Tre amiche, Luana, Elena e Silvia, una estetista, l’altra contabile e la terza banconista da Mc Donald’s, insoddisfatte della formula vacanze prevista (Camping con falò, chitarra e il solito immarcescibile Battisti) piantano in asso amici e fidanzati e se ne vanno da sole nella vicina Porto Cervo, la meta glamour più ambita, desiderata, sognata, pronte e decise ad andare “fuori rotta” almeno una volta e trascorrere alla grande non solo l’ultimo scampolo di ferie rimaste, ma anche l’ultima stagione della loro vita: quella dei 20 anni.

L’Estate però non è solo una stagione: è anche uno stato d’animo e tutto accade più velocemente…

Chiaramente non vado oltre per non svelare gli intriganti sviluppi delle vicende (…).

Non voglio fare la “critica” della pellicola, (ognuno di voi capirà di che genere si tratta) ma riflettere un attimo su come questo film fotografi in qualche modo una realtà che da una parte è limitata a una cerchia di “vips” ma dall’altra è desiderata e ricercata da una schiera di giovanissimi pronti a tutto.

Il sogno di una percentuale alta dei ragazzi più giovani è quella di raggiungere la Costa Smeralda. Non per particolari meriti imprenditoriali, ne sperando di ricevere un’inattesa eredità da una trisavola, nemmeno come meta da raggiungere con i risparmi di una vita…no.  

 La Costa Smeralda è il simbolo della vacuità degli orizzonti di molti (non tutti, ma molti), del desiderio di arricchirsi in modo arido e sopratutto senza meriti, andando a letto col primo che promette una comparsata in una fiction o con l’amico dell’amico dell’amico del calciatore famoso. Fra l’altro come tutti saprete è un luogo falso, costruito a tavolino, che vent’anni fa aveva un certo fascino ma che oggi è diventata la fiera dell’ostentazione del lusso sfrenato.

E allora io mi chiedo e chiedo a voi: perché la maggior parte dei più giovani non desidera più avere una famiglia normale, uno stipendio normale (che già sarebbe tanto visti i tempi che corrono), non sogna più fare una carriera lunga e faticosa per diventare, che ne so avvocato, medico, giornalista?

Esagero? Forse…


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8 risposte a “In & Out, pollice verso”

29 04 2008
Oscar Ferrari (23:18:40) :

Non che non esageri, basta guardare un po’ di TV per vedere che si possono guadagnare centinaia di migliaia di euro con giochini idioti. Logico che uno che lavora si senta un idiota, anche perchè, nel caso di certi programmi RAI, quei soldi sono anche un po’ i suoi

30 04 2008
Graziano (09:41:10) :

quoto Oscar Ferrari!

30 04 2008
theweird (11:06:27) :

quoto entrambi! vai al GF, non fai un cazzo dalla mattina alla sera, se ti va bene ti becchi 500mila euro, se ti va male ti schiaffano su qualche copertina o in qualche trasmissione tv e ci guadagni cmq un sacco di soldi senza muovere un dito…GF come tantissimi altri programmi, ovviamente :-(
quel che vedo attorno a me, all’uni, è un disinteresse totale per tutto…si cerca di ottenere il massimo risultato (o uno soddisfacente) con il minimo sforzo possibile. non conta più la curiosità, non conta più il sacrificio, la soddisfazione di guadagnarsi le cose step by step…

30 04 2008
maviserra (11:24:28) :

@Oscar: hai ragione, vedi, io non sono “contro” la “bella vita” a priori, è normale che si desideri il meglio per se stessi e magari per qualcuno il meglio è un benessere sfrontato. Però non sopporto l’idea che questa “bella vita” si desideri farla alle spalle degli altri, senza ,merito alcunoo..e soprattutto si voglia emulare la vita dei “vip”!

@Graziano: :)

@Theweird: sì…è così: anche secondo me tutto parte dalla “meritocrazia”, dalla fatica e dalla voglia di fare e di imparare, dalla curiosità. Oggi sembra che spesso non sia tanto il percorso ad essere importante ma soltanto il raggiungimento di un risultato (spesso falsato). Mah!

30 04 2008
Irish Coffee (12:45:53) :

questo me lo sono perso
ma lo noleggio per vederlo
già belle domande fai, forse la società fa pensare che nella vita si debba pretendere di tutto e di più
una volta ci si accontentava perchè quel poco che si aveva era tanto per l’epoca
oggi….ma basta guardarsi in giro per capire che un futuro i ragazzi non se lo sanno creare, pochi si ma molti no…
i valori della famiglia, del natale, dei parenti stretti….
esistono poco, e tra poco non esisteranno più…
spero non si arrivi a tanto :(

30 04 2008
Mar82co (19:45:17) :

Non esageri mai dolce, non lo fai mai! Perchè nessuno vuole più fare fatica? Perchè l’illusione che partecipare ai vari reality show, sia la chiave per la svolta della vita, quindi perchè affannarsi a studiare e fare un lavoro vero e serio? C’è il grande fratello!!
Un abbraccio grande e un bacio
Ciao
Marco

1 05 2008
euclide (16:18:59) :

Conosco molti giovani che hanno i piedi per terra e lavorano e studiano per costruirsi un futuro. Ma siamo sicuri che l’immagine dei giovani che ci propina la tv (dal GF ai film tipo costa smeralda) sia vera? o forse è un modo per convincere i giovani del fatto che conta solo il superfluo?

1 05 2008
maviserra (23:17:38) :

@Irish coffee: se lo noleggi non ritenermi responsabile eh! ;) Bhè credo che da una parte ci sia anche un ritorno alle piccole cose, soprattutto perché la “crisi” che ormai ci ha tutti investito per forza di cose obbliga a tornare ai piccoli piaceri di una volta… Ma d’altra parte c’è un’aspirazione ingiustificabile alla ricchezza vana e vuota, senza naturalmente pensare di doversela “sudare”.

@Mar82co: Ciaoooooo che piacere! E’ vero, i reality danno un’immagine fuorviante, vedere dieci o venti persone in una casa super lussuosa com’era quella del Grande Fratello nella prima edizione, senza far nulla da mattina a sera, ricordo che scndalizzò. Poi, naturalmente ci si è abituati…

@euclide: Anch’io, anch’io sono sicura che ci son moltissimi giovani che pensano in piccolo (e poi magari proprio per questo arrivano a grandi mete) che faticano e studiano e per fortuna che ce ne son tanti! Ma se da una parte questa diapositiva un po’ può essere creata ad arte dall’altra temo che abbia un bel fondo di verità, ahinoi!

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