
Il dito medio sullo sfondo della faccia di Daniela Santanché è rimasto fin troppo sulla prima pagina di questo blog. Così torno a scrivere, in una sera di inizio luglio decisamente afosa, dell’argomento più gettonato dell’ultima settimana: la dipartita di Michael Jackson.
(Ogni collegamento fra Daniela Santanché e Michael Jackson è puramente casuale)
La cosa che mi ha colpito di più non è che si sia scoperto che i suoi figli non sono suoi figli (forse); che il suo testamento è tanto strano quanto la sua vita; che Tate, Parenti, Colleghi, Medici, Bodyguard e qualsiasi essere vivente che abbia avuto a che fare con lui abbia un particolare raccapricciante da raccontare.
A colpirmi soprattutto è stato che da giovedì i fan di Micheal Jackson si sono moltiplicati a dismisura, pullulando soprattutto su facebook e gli innumerevoli social network (dei quali tutti noi abbiamo perso il conto). Insospettabili pischelli, studentesse universitarie e perfino casalinghe disperate: impazza la Jacko mania.
Quello che voglio dire, è che forse in fondo questa morte improvvisa, piena di stranezze (ma in fondo, nemmeno tante poi), di gossip, ha fatto bene a Micheal Jackson, inteso come personaggio pubblico.
Questa è solo una riflessione, postuma e senza valore (per fortuna).
Ma come fu per Marylin, Elvis, James Dean, J. F. Kennedy, e Che Guevara una fine prematura e zuppa di intriganti interrogativi fissa quel mito per sempre.
E se è possibile, sbiadisce i processi, scurisce la pelle, rimpolpa il corpo e soprattutto rinvigorisce la musica.
Che io non ho mai ascoltato, se non per sbaglio e non ho ascoltato nemmeno in questi giorni, se non per sbaglio.









Ma chi è quello della foto?
Boh!
si ecco, è raccapricciante notare quante parole spesso si spendano sulla vita privata di un artista (decisamente poco interessante) più che sull’arte che abbia potuto esprimere. tutti parlano dei rubinetti con l’acqua gasata e nessuno che spenda una sola parola per Off The Wall e per la valenza ultra-sottovalutata che ha quell’album (preferendo i videini multimiliardari con zombi e borchie e sorelle varie… bah)
che bello, allora i blog esistono ancora
si improvvisamente sono spuntati come funghi i fan di jackson, un artista che ha avuto i suoi meriti, era un mito, ma diciamoci la verità: chi lo ascoltava piu, chi comprava i suoi dischI??
Ora su face sta girando un altro gruppo a favore di P. Swayze che si sta spegnendo a Hollywood..in questo caso abbiamo una commemorazione anticipata
, il primo caso di morte annunciata su Facebook
E farah fawcett ha avuto la sfortuna di morire proprio il giorno di Jacko..risparmiandosi diverse celebrazioni..
@raymond: eh sì, è sempre così. Un po’ per tutto… e io che son fissata con ‘sta storia del PoP ne dovrei sapere qualcosa…
@igor: eh si anche se sono in via di estinzione qualcuno esiste di blog!
D’accordissimo sulla Fawcett, in pochi ne hanno parlato e aborro per il povero Patrick a cui auguro di guarire miracolosamente e fregare tutti quelli che, diciamocelo, adorano sadicamente questo genere di commemorazioni!
nell’inevitabile dualismo in cui ci si casca spesso, io sono sempre stato dlla parte di Prince
Sarò un rock ‘n roller ed un bluesman impenitente, ma io non ho mai trovato Jackson così innovativo e geniale.
Ho anzi sempre avuto l’impressione che i suoi show fossero molto “costruiti” e freddi, un po’ di plastica.
Questione d’opinioni, chiaro.
Concordo con O. Ferrari: meglio Prince.
Che peccato. Jackson è morto.. ma negli anni ’80!
Premesso che non l’ho mai seguito nè ascoltato troppo ma concordo… è l’esempio di come spesso “la morte ti fa bello”!
Ciao Mavi … ma ti ricordi di un izio che parlava dimare ????
Tizio !!! Groarrrr
Liviana: è proprio vero!
Chit: Eh sì..
mediterraneapassione: siiii certo che si!
certo che però è uno schifo.. per me i “fan-dopomorte” sono ridicoli.. “la morte ti fa bello”, Jackson!
[...] morte fa bello anche Vianello e come per Jacko le immagini del conduttore e attore televisivo, i suoi video e le apparizioni in tv degli [...]