Emma, Belen e Di Martino. Come non resistere?

24 04 2012

Su Emma Marrone, Stefano di Martino e Belen.

Alzi la mano chi, tra le lettrici in ascolto (sperando che ne sia rimasta qualcuna) non hai mai passato la sera a piangere davanti a uno specchio (noi donne siamo esibizioniste per natura, l’ha detto anche Silvio, giusto per fare un nome a caso)  per un amore finito, chiedendosi: ‘Ma che cos’ha lei che io non ho?!

Diciamo la verità, tutte siamo state mollate per una più brutta, più stupida, meno interessante è affascinante.

E’ matematico, capita sempre. E questo fa rabbia: ‘ Se fosse più bella di me, lo capirei, ma è un cesso!’ Questa è la tipica frase della donna tradita o abbandonata per un’altra,  molte volte di fronte c’è un’amica che annuisce e che potrà quindi testimoniare. Qualcuna addirittura azzarda: ‘Bhè, se fosse stata più bella, non mi lamenterei!’

Chiedetelo ad Emma Marrone. Leggi il seguito di questo post »





Sull’ombelico della Ferrari, le modelle indonesiane e Cristiano Ronaldo

18 10 2011
[Non starò ad elencare i motivi che mi hanno spinto a scrivere, oggi, il mio trecentosedicesimo articolo, l'importante è che sono qui, conscia che sono 12 le persone che (presumo per sbaglio) capitano su queste pagine. Passo e chiudo.]

Piuttosto, ci sono alcune questioni sulle quali sento l’irrefrenabile voglia di esprimermi. Una fra tutte: l’ombelico di Isabella Ferrari. Lo saprete già, l’attrice è testimonial di uno spot super griffato (è diretto da Sorrentino) e ad alto contenuto erotico per Yamamay (video).

La prima volta che l’ho visto, ho pensato:

1.   Bella la canzone (Per un’ora d’amore, Antonella Ruggero feat. Subsonica)

2.  Bella la Ferrari, aggiungendo sussurrando, con un po’ di vergogna mista a invidia: ‘poi per la sua età…

Poi, da consumatrice attenta e sensibile, mi sono fatta una domanda: Qual è il messaggio subliminale dello spot? Perché la Ferrari?

Grazie a quell’esame di Psicologia Generale studiato nella mia vita passata di studentessa furoisede (e poi dicono che l’università non serve) e facendo leva su tutta la mia arguzia, mi sono data una risposta, ragionata e logica.

Con questa pubblicità, il Sign. Yamamay, che da 10 anni sforna reggicalze, corsetti, vestaglie di seta e persino costumi da bagno, ci vuole dire questo, ragazze:

 I capi di sexy lingerie non sono creati per le modelle russe fidanzate con Cristiano Ronaldo E non sono disegnati per top model polinesiane alte 1 metro e ottanta e dai capelli liscissimi. Ebbene, no.

Da oggi, a indossare reggiseni push up e tanga di pizzo potranno essere anche le attrici di fiction di successo come Distretto di Polizia e scene hard con Nanni Moretti, anche se questo non importa, perché l’importante è che queste attrici, badate bene, hanno superato gli anta (già da un po’ per altro).

Non appena fatta questa riflessione su una innovativa e rivoluzionaria forma di democrazia del perizoma, scopro, attonita, che in quel cortometraggio così chic, la Ferrari non ha l’ombelico. E’ stato un colpo durissimo.

La mia memoria, in un momento così traumatico è corsa subito all’infanzia, quando mia sorella, all’età di 7 anni, scoprì che anche gli uomini hanno l’ombelico. Mia madre pensava di essere stata chiara spiegandole che l’ombelico serve al bambino nella pancia per nutrirsi, attraverso il cordone ombelicale. Ma allora, i maschi, che cosa se ne facevano se bambini in pancia non ne dovevano avere?

Comunque la Ferrari è una donna e non esiste un motivo perché non abbia l’ombelico, insomma non è possibile!

Il mio sogno è svanito in un attimo: non essendo la fidanzata di Cristiano Ronaldo e nemmeno una modella indonesiana, pensavo di poter indossare, finalmente, uno di quei fantastici completi Yamamay diventando un’attrice un po’ snob (preferirei saltare Moretti però), dopo gli anta naturalmente (condizione indispensabile).

Ma ho l’ombelico.





Fiorello Show, Cagliari 9 luglio 2010

18 07 2010

E’ passata già una decina di giorni, ma non sono troppo in ritardo per raccontarvi dello spettacolo di Fiorello a Cagliari, il 9 luglio scorso.

Molti degli spettatori l’avevano già visto, Fiorello: nel 2007 e nel 2005: entrambi gli spettacoli avevano fatto il pienone e anche quel venerdì la platea della Fiera di Cagliari era gremita di persone. Per gli spettacoli del più acclamato showman italiano, non si può parlare di età media: dai giovanissimi in gruppo ai signori settantenni, muniti di occhiali da sole per difendersi dalle luci di scena; dalle signore bene della città ai giovani studenti; molti turisti (anche stranieri) e gli immancabili Vip, arrivati dal Forte Village con stuoli di Bodyguard.

Quando si tratta di Fiorello, la mia insostituibile compagna e La Mamma: è grazie a lei che ho scoperto quanto è divertente e ridere con Fiorello, è grazie a lei che ho scoperto quanto è rilassante sedersi nella platea di qualsiasi teatro, arena per godere di uno spettacolo creato per noi, ma soprattutto è grazie a lei che ho passato i tornelli, visto che ha pagato anche il mio biglietto fra le prime file!

L’attesa era tanta: la cricca di Cremonesi & Co mancava da Cagliari dal 2007 con Volevo Fare il Ballerino: da allora sono cambiate molte cose, soprattutto l’interruzione di Viva Radio 2, il programma radiofonico che teneva tutti noi legati a Fiorello ogni giorno. Insomma, non vedevamo l’ora di vedere cosa si sarebbe inventato questa volta col suo Fiorello Show!

Davanti ai nostri occhi scenografie col gusto del varietà anni ’60 ma con tutta la tecnologia di oggi: uno scintillio continuo di luci, pannelli semoventi a led che si animavano, creando forme e immagini e facendo sì che il palco fosse in continuo divenire.

Il protagonista è sempre lui, Rosario Fiorello. Con la sua umanità, la sua inarrestabile voglia di ridere, con la sua voce meravigliosa. Perché se l’ironia delle sue battute è insuperabile e mai scontata, è la sua passione per la musica a guidare il pubblico nel percorso dello spettacolo, rendendo quasi naturale il volo pindarico che lega Champagne di Peppino di Capri a Somebody to Love dei Queen!

Impossibile non dimenticare la propria vita e tutte le preoccupazioni e le cose da fare, e vivere, per 3 intense ed emozionanti ore, solo in funzione del Fiorello Show, muovendosi al ritmo di Enrico Cremonesi, maestro dell’orchestra e divertente spalla di Fiorello.

C’è stato spazio per una leggera ma pungente satira politica, con una battuta su Brancher:  ‘è stato messo lì per sostituire Scajola, dimessosi perché indagato. Ma Brancher è INQUISITO! Ed era il migliore che avevano a disposizione!’; per un’improvvisato siparietto col timido (nonostante la sua fama di intrattabile) e bello (lasciatemelo dire) supercampione Mario Balotelli, tra i Vip del parterre, che si è prestato per qualche palleggio sul palco.

Emozionato ed emozionante, a 50 anni suonati (e anche qui dovreste sentire il monologo sull’età che avanza) Fiorello migliora, grazie a un’umanità che credo sia davvero una delle sue doti più grandi, attraverso la quale riesce ad entrare nelle corde di ognuno di noi spettatori (e telespettatori), e grazie anche a un’orchestra che impreziosisce uno spettacolo unico nel suo genere.






La pedofilia nella Chiesa, non è colpa di Dio

19 04 2010

 

Scrivere sul caso di abusi sessuali su bambini all’interno delle sagrestie e degli oratori della Chiesa cattolica, avvenuti un po’ in tutto il mondo e insabbiati dalle gerarchie più alte del Vaticano non è certo facile.

Certo, basterebbe cavalcare l’onda dell’indignazione popolare che condanna i Preti-Pedofili (ormai ribatezzati così da tutti i media, proprio come i cattivi dei Cartoni), basterebbe sparare sulla Croce Rossa citando Bertone che in uno spagnolo che sono riuscita a capire perfino io pur non conoscendo minimamente la lingua dice che il celibato non ha nulla a che vedere con la pedofilia, ma l’omosessualità, quella sì.

Scrivere sul caso dei bambini molestati dai loro sacerdoti significa scrivere del Bene e del Male. Di quanto è subdolo il Male, vestito con l’abito talare. Di quanto ognuno di noi debba fare attenzione perché, purtroppo, il Male non si manifesta mai con coraggio davanti a noi, ma molto spesso si nasconde dietro un volto amico.

Siamo proprio sicuri che questo caso scabroso abbia a che fare davvero con Dio? Leggi il seguito di questo post »





Sulle commemorazioni in tv

16 04 2010

Ebbene sì, è morto anche Raimondo Vianello.

Mi ha informato l’agenzia stampa diretta da Mia Sorella, che ne è anche l’unica componente e che è decisamente dedita al suo lavoro: alle 9.00 a.m di ieri mattina attraverso un sms mi ha inviato il lapidario (è proprio il caso di dirlo) lancio:

E’ morto Raimondo Vianello

La mia risposta, altrettanto lapidaria e mossa da un sincero e accorato cordoglio è stata

Mischino (in italiano dialettale sardo, poverino)

Certo non mi aspettavo finisse lì, mica sono tutti stringati come le due Serra.

E infatti è bastato accendere (in ordine) radio, facebook e poi, mentre mangiavo gli gnocchi della nonna, la tv, per avere ampia conferma della triste notizia. Leggi il seguito di questo post »





Quella sua maglietta fina…

15 04 2010

 

Grazie ad un organo di informazione come l’Unione Sarda, sono venuta a conoscenza di una notizia succulenta, pop e anche grottesca.

Insomma, proprio quello che stavo cercando per riaprire le trasmissioni su Punto e a Capo.

Sentite qui: ieri, in un noto locale cagliaritano, si è svolta una manifestazione che ‘furoreggia in tutto il mondo’, per usare le parole del giornalista (se lo dice lui…): un premio letterario? Una gara musicale? Non so, una maratona di cucina etnica?

Ovviamente no, stiamo parlando di Miss Maglietta Bagnata a Cagliari!

(immagino vogliate vedere la fotogallery) Leggi il seguito di questo post »





Panta rei, tutto scorre (e cambia)

21 03 2010

E’ tutto cambiato.

Nessuno segue più i blog, perlomeno quelli in cui si esprimono opinioni. Colpa di Facebook e dei motori di ricerca, che indicizzano tutti su quei portali, sempre gli stessi.

Poi c’è il lavoro e l’illusione del giornalismo online che rimane sempre un’illusione, con qualche esperienza che rimane solo un’esperienza.

E’ cambiato tutto.

In Tv la persona più autorevole è Emanuele Filiberto di Savoia, a Sanremo ha vinto uno di Amici (vabbé quello anche l’anno scorso) e il Pdl fa manifestazioni in piazza con un milione di partecipanti (vabbé 150.000 per la questura, questo è tipico).

Tante cose sono cambiate, dai.

Il 3D, per esempio. C’è Alice in the wonderland e Avatar.

Qui passa poca gente, cercando Fabri Fibra e Vaporidis, il Tapiro d’oro al massimo, qualcuno si spinge addirittura su Pamela Prati e la sua presunta età.

Avrebbe senso riprendere le trasmissioni?

(fra un matrimonio e l’altro – non miei ci mancherebbe)

Mah





Se mi lasci ti cancello: Corona docet

4 11 2009

tatuaggio corona

Foto orribile rubata da Leggo.it

Questo post è ispirato da Fabrizio Corona.

Per questo mi scuso in anticipo, ma non ho potuto far a meno di riflettere sulla notizia che lo riguarda (è più forte di me): Corona si è fatto modificare il tatuaggio dedicato all’ex moglie Nina Moric (è stato trasformato in un enorme pasticcio a forma di cuore n.d.r).

[Estiquatzi!! (ascoltate 610, Radio 2?), il Grande Capo, direbbe che 'se lui vuole togliere giusto che toglie'.]

Ma come in tutta la narrativa, partiamo dalle vicende grete e piccole per parlare di temi universali (…) come l’oblio dell’amore, attraverso i laser per cancellare i tatuaggi.

Qualsiasi persona, quando attraversa il doloroso momento che dalla pausa va alla separazione per poi arrivare all’odio funesto, fa così:

1^ settimana: toglie qualsiasi foto o immagine appuntata in bella vista in bacheca o nel portafoto (e nel desktop del Pc, più avanti)

2^ settimana: dopo aver riletto appunti e lettere dell’ex (insieme ad aver guardato le foto di cui sopra), bagnandole di lacrime e dolore, le appone in un cassetto isolato, possibilmente dentro una scatola chiusa. Leggi il seguito di questo post »





Il corpo delle donne e quello dei Trans

3 11 2009

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Forse amo troppo i film di Pedro Almodovar, i suoi personaggi. Forse mi sono troppo invaghita di Lola (Tutto su mia madre, 1999), transessuale bellissimo e affascinante, padre di due figli di nome Esteban: il primo muore all’inizio del film senza conoscere suo padre, il secondo nasce alla fine senza conoscere sua madre, interpretata da Penelope Cruz.

Forse mi è rimasto impresso il viso e il corpo di Gael Garcia Bernal, che ha interpretato un altro personaggio meraviglioso in La Mala education (2004): bello travestito quasi quanto è bello nei suoi panni maschili più conosciuti.

Forse vivo in un paese troppo piccolo e qui i transessuali non si vedono mica,  perciò li ho sempre immaginati così: colorati e affascinanti, belli, pieni di mistero e di cose da dire sulle donne e sugli uomini, cose vere.

Ma forse tutto questo non c’entra poi così tanto con ‘la debolezza privata’ di Piero Marrazzo e sono io che, guardando il mondo attraverso libri e film, tendo sempre a cercare qualcosa di romanzesco, seppur surreale e grottesco anche nella cronaca politica pruriginosa e ipocrita, come questa.

In Italia succede che una vicenda così affascinante (seppur scandalosa, ammetto) non sia commentata da intellettuali con pezzi di fondo sui quotidiani, ma sia argomento dei salotti televisivi grazie all’apporto di esponenti della politica più conservatrice (Alessandra Mussolini, Storace), da concorrenti di reality show (Floriana, Serena, Cristina del Grande Fratello) e da Trans illustri come Eva Robbins (solo per citarne alcuni).

Delle tante cose che si sono dette una domanda mi ha colpito: ma cosa cercano gli uomini in una Trans, che una donna non ha? (Alessandra Mussolini, Matrix, Canale 5)

A parte la risposta più immediata, che non capisco perché non venga in mente alla Mussolini, secondo me la risposta è nel monologo di Agrado (Tutto su mia madre), che parla del Corpo delle donne, sempre più simile a quello di una transessuale e del femminismo, della bellezza e dell’autenticità. (video)

‘Costa molto essere autentica, signora mia, e in questa cosa non si deve essere tirchie perché una è più autentica quanto più somiglia all’idea che si è fatta di se stessa’





Gli uomini hanno la Play e le donne la Wii

12 10 2009

wii

 

Non ho mai capito come si potesse passare più di mezz’ora di fronte alla Playstation, a giocare a calcio per finta. Se dobbiamo essere sinceri non ho nemmeno mai capito come si possano seguire tutte ma dico proprio tutte le partite di: Italia-Campionato-ChampionsLeague-Coppa del ravanello e poi farsi pure la partita a calcetto ogni settimana! (testimone il tag: le donne non capiscono nulla di calcio)

Appurato che l’universo maschile mi è pressoché sconosciuto, devo confessarlo: anch’io mi sono invaghita di un aggeggio tecnologico.

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