
Premessa: questo non è un articolo per feticisti. O forse sì.
Ha fatto il giro del mondo in molto meno di 80 giorni la notizia della scarpata rimediata da Bush durante il suo ultimo (in tutti i sensi, a questo punto) viaggio in Iraq. (video)
Che il Presidente degli Usa (che ha prima bombardato poi occupato lo stato mediorientale, per la cronaca) non fosse amatissimo lo sapevano proprio tutti, lui compreso, certo il giornalista iracheno, autore del gesto, ha manifestato in modo singolare il suo dissenso.
Ora, premesso che tal Muntazar al Zeidi ha una pessima mira e neanche da quadrupede l’avrebbe beccato, proprio tutti quegli anni di carcere mi sembrano inadueguati (soprattutto le costole rotte).
Sul web, davanti alla Casa Bianca, per le strade di Baghdad, si sommano le iniziative legate al gesto: sono state “depositate” decine di paia di scarpe proprio avanti alla residenza del Presidente uscente, in Iraq molte persone sono scese a manifestare con le scarpe in mano, su Facebook sono stati creati dei gruppi dal titolo “Vuoi lanciare una scarpa a Berlusconi? Bush l’ha già ottenuta!”. Ci manca solo che i contestatori nudisti (onnipresenti e sensibili a ogni sorta di ingiustizia) facciano una marcia indossando soltanto un paio di scarpe!
Ora, è evidente che la parola dell’anno non è più Facebook tantomeno Yes we can, ma SCARPA!
E’ periodo di Natale e forse non si dovrebbe parlare di dissenso, contestazione, e scarpate ma a me sorge una domanda che vorrei proporvi. A chi, volentieri, lancereste una (virtuale) scarpa (e poi anche l’altra)?
Se poi, passa di qui qualche impenitente fashion victim, la domanda sarebbe quale scarpa gli lancereste: una Manolo Blahnik alla Sex and the City, o una più comoda All Stars?
(esiste anche un’orrenda via di mezzo, v. foto)
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