Prolungare le vacanze? Forse si può

22 08 2009

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Le vacanze sono agli sgoccioli, almeno per me. Tornata a casa con una discreta abbronzatura (che a occhio nudo magari non si nota molto, ma assicuro che sono di 10 tonalità più scura del mio naturale bianco pallido), un buon umore che ha affrettato a calare vertiginosamente e una valigia stracarica, dapprima mi sono goduta il condizionatore, subito dopo però mi ha assalito la nostalgia della spiaggia, dell’acqua trasparente e del vocio di avvistamento Vip “c’è Gianni Ippoliti!” -” Ma chi è Gianni Ippolti?!”.

Allora ho pensato ad alcuni modi per prolungare le vacanze e la prima cosa che mi è venuta in mente è stata: non disfare la valigia! Non si sà mai che un last last second del quale vengo informata per mail all’ultimo, mi porti ai Caraibi a soli 199€ (tutto incluso)!

Un altro modo per prolungare l’atmosfera vacanziera è quello di completare i giochi del Focus- Brain Trainer, peccato che da sola, ciò che in spiaggia e in compagnia sembrava logico diventa improvvisamente A-S-S-U-R-D-O!

Se Marco non ha 27 anni, è più giovane di Luca che è attaccante e non ha una maglia dispari; di che colore è il chiuaua della fidanzata dell’anziano allenatore Stefano (che tra l’altro se la fa col difensore 31enne all’insaputa di Giovanni, l’ex)?

Indizio: è Stefano o la sua fidanzata a farsela col difensore?

Secondo Focus una certa Marta, un quesito simile a questo l’ha risolto in 9 minuti… Io dopo aver pasticciato completamente la griglia gentilmente fornita dal Focus, con tutti i simboli che conosco e senza venirne a capo nemmeno in 120 minuti, ho ripiegato sul banale crucintarsio.

Così comincio a rassegnarmi all’idea che le vacanze son (quasi) finite, continuando a mettere la crema doposole però, a indossare le infradito, solo abitini e a programmare un weekend fuori stagione, sperando che il tempo aiuti.

Se nel frattempo avete buoni consigli per farmi sentire in vacanza, bhé scriveteli! :)





Maleducazione da spiaggia, la top six

3 08 2009

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Siamo ufficialmente in agosto e dato che il mio nuovo lavoro non mi permette di andare in ferie per più di un weekend, eccomi qui.

A raccontarvi di un sabato pomeriggio al mare.

Dopo aver finalmente finito il libro che si era fossilizzato sul comodino, e dopo aver scaricato le batterie dell’Ipod mi sono immersa nel clima da spiaggia: musica, granite, risate, sole e un bel venticello.

Tutto a un tratto, qualcosa mi ha fatto venire in mente un articolo, letto da qualche parte e intitolato più o meno: “la maleducazione in spiaggia“, parlava di racchettoni, ladri di spazio fra ombrelloni (i ladri di ombra sono terribili) e altre cosette.

E’ bastata n po’ di attenzione in più per appuntarmi due o tre cosette, che poi sono diventate sei, che vorrei voi completaste:

1. Affianco alla mia beata postazione, c’era una coppia di fidanzati, tranquilla e silenziosa: la loro e soprattutto la mia quiete è stata drasticamente squarciata dalla voce nasale di un’amica loro, che, arrivata, senza pagare il proprio sdraio e quindi costringendo lui a stare in piedi per un’ora, ha cominciato a parlare, parlare, parlare, parlare. Anzi a Sparlare, di tutto e di tutti. A lei il primo posto in maleducazione da spiaggia.

2. I bambini sono dei tenerissimi esserini, che in spiaggia possono però diventare  il motivo per cui si manifesta in tutta la sua grandezza la maleducazione dei genitori. Sculacciate sonore, urla isteriche di mamme evidentemente sfinite, corse con tanto di sollevamento di sabbia per sfuggire dal papà inferocito per essersi beccato un gavettone in piena schiena alle 3 del pomeriggio (gavettone che ha colpito anche la vicina di ombrellone). Chiamate SOS TATA, per favore. Leggi il seguito di questo post »





In Africa hanno bisogno di noi

3 12 2007

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Burkina Faso. I villaggi di Bassi e Zanga, dove sorge l’ Ecole Priemiere Tiziano Terzani, l’associazione Bambini nel Deserto progetta di aiutare ulteriormente le genti che ci abitano, i Peul e Mossi, cercando i fondi per costruire uno sbarramento che fermi la corsa di un torrente stagionale, colpevole di distruggere tutti i raccolti quando si stanno riprendendo dalla siccità. La moderazione dell’acqua è uno strumento indipensabile per far sì che in questa terra si possa continuare a lavorare e a vivere.

Leggete questo reportage.








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