Scrivere sul caso di abusi sessuali su bambini all’interno delle sagrestie e degli oratori della Chiesa cattolica, avvenuti un po’ in tutto il mondo e insabbiati dalle gerarchie più alte del Vaticano non è certo facile.
Certo, basterebbe cavalcare l’onda dell’indignazione popolare che condanna i Preti-Pedofili (ormai ribatezzati così da tutti i media, proprio come i cattivi dei Cartoni), basterebbe sparare sulla Croce Rossa citando Bertone che in uno spagnolo che sono riuscita a capire perfino io pur non conoscendo minimamente la lingua dice che il celibato non ha nulla a che vedere con la pedofilia, ma l’omosessualità, quella sì.
Scrivere sul caso dei bambini molestati dai loro sacerdoti significa scrivere del Bene e del Male. Di quanto è subdolo il Male, vestito con l’abito talare. Di quanto ognuno di noi debba fare attenzione perché, purtroppo, il Male non si manifesta mai con coraggio davanti a noi, ma molto spesso si nasconde dietro un volto amico.
Siamo proprio sicuri che questo caso scabroso abbia a che fare davvero con Dio? Leggi il seguito di questo post »

“Facili generalizzazioni” tra videogiochi e violenza: è questa l’accusa che si muove a chi critica i videogame sempre più violenti, messi in mano a ragazzi sempre più piccoli. The torture game 2 è solo l’ultima trovata di un autore molto giovane che evidentemente non aveva nulla di meglio da fare (non so, una ragazza? una giornata al mare? una partita a calcio?) che creare un videogioco attraverso il quale si può torturare un manichino inerme.










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