Fiorello Show, Cagliari 9 luglio 2010

18 07 2010

E’ passata già una decina di giorni, ma non sono troppo in ritardo per raccontarvi dello spettacolo di Fiorello a Cagliari, il 9 luglio scorso.

Molti degli spettatori l’avevano già visto, Fiorello: nel 2007 e nel 2005: entrambi gli spettacoli avevano fatto il pienone e anche quel venerdì la platea della Fiera di Cagliari era gremita di persone. Per gli spettacoli del più acclamato showman italiano, non si può parlare di età media: dai giovanissimi in gruppo ai signori settantenni, muniti di occhiali da sole per difendersi dalle luci di scena; dalle signore bene della città ai giovani studenti; molti turisti (anche stranieri) e gli immancabili Vip, arrivati dal Forte Village con stuoli di Bodyguard.

Quando si tratta di Fiorello, la mia insostituibile compagna e La Mamma: è grazie a lei che ho scoperto quanto è divertente e ridere con Fiorello, è grazie a lei che ho scoperto quanto è rilassante sedersi nella platea di qualsiasi teatro, arena per godere di uno spettacolo creato per noi, ma soprattutto è grazie a lei che ho passato i tornelli, visto che ha pagato anche il mio biglietto fra le prime file!

L’attesa era tanta: la cricca di Cremonesi & Co mancava da Cagliari dal 2007 con Volevo Fare il Ballerino: da allora sono cambiate molte cose, soprattutto l’interruzione di Viva Radio 2, il programma radiofonico che teneva tutti noi legati a Fiorello ogni giorno. Insomma, non vedevamo l’ora di vedere cosa si sarebbe inventato questa volta col suo Fiorello Show!

Davanti ai nostri occhi scenografie col gusto del varietà anni ’60 ma con tutta la tecnologia di oggi: uno scintillio continuo di luci, pannelli semoventi a led che si animavano, creando forme e immagini e facendo sì che il palco fosse in continuo divenire.

Il protagonista è sempre lui, Rosario Fiorello. Con la sua umanità, la sua inarrestabile voglia di ridere, con la sua voce meravigliosa. Perché se l’ironia delle sue battute è insuperabile e mai scontata, è la sua passione per la musica a guidare il pubblico nel percorso dello spettacolo, rendendo quasi naturale il volo pindarico che lega Champagne di Peppino di Capri a Somebody to Love dei Queen!

Impossibile non dimenticare la propria vita e tutte le preoccupazioni e le cose da fare, e vivere, per 3 intense ed emozionanti ore, solo in funzione del Fiorello Show, muovendosi al ritmo di Enrico Cremonesi, maestro dell’orchestra e divertente spalla di Fiorello.

C’è stato spazio per una leggera ma pungente satira politica, con una battuta su Brancher:  ‘è stato messo lì per sostituire Scajola, dimessosi perché indagato. Ma Brancher è INQUISITO! Ed era il migliore che avevano a disposizione!’; per un’improvvisato siparietto col timido (nonostante la sua fama di intrattabile) e bello (lasciatemelo dire) supercampione Mario Balotelli, tra i Vip del parterre, che si è prestato per qualche palleggio sul palco.

Emozionato ed emozionante, a 50 anni suonati (e anche qui dovreste sentire il monologo sull’età che avanza) Fiorello migliora, grazie a un’umanità che credo sia davvero una delle sue doti più grandi, attraverso la quale riesce ad entrare nelle corde di ognuno di noi spettatori (e telespettatori), e grazie anche a un’orchestra che impreziosisce uno spettacolo unico nel suo genere.









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