Mi sono occupata di politica qualche volta, su Punto e a Capo. A modo mio, certo. Perché io credo che non ci dovrebbe essere nulla di più PoP e credo anche che esista un approcio più semplice alla consapevolezza politica e sociale, anche per i più giovani.
Mi sono lasciata prendere dalle scorse elezioni nazionali, ma ora che in Sardegna siamo alla vigilia di quelle regionali, mi sento ancora più coinvolta. Perché non è assolutamente vero ch “uno vale l’altro” tesi qualcunquistica di chi, alle scorse elezioni è rimasto a casa; da quel voto dipende molto della nostra vita.
Tanto più che in Sardegna lo scontro è un duello epico, che io immagino come le battaglie di un cartoon giapponese, tra Goku e uno di quei perfidi mostri, per esempio Majin Buu, un essere enorme che fagocitava tutto ciò che trovava intorno (il primo che mi è venuto in mente, ogni riferimento è puramente casuale).
Immaginate quelle distese sterminate, i due eroi sul dirupo, il vento che soffia e gli uomini a guardare, in lontananza tanti Cactus. ”Riuscirà il nostro eroe a sconfiggere il perfido essere più potente della terra?” Leggi il seguito di questo post »

“Facili generalizzazioni” tra videogiochi e violenza: è questa l’accusa che si muove a chi critica i videogame sempre più violenti, messi in mano a ragazzi sempre più piccoli. The torture game 2 è solo l’ultima trovata di un autore molto giovane che evidentemente non aveva nulla di meglio da fare (non so, una ragazza? una giornata al mare? una partita a calcio?) che creare un videogioco attraverso il quale si può torturare un manichino inerme.











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