Sono due gli articoli che ho letto e che mi hanno fatto riflettere, oggi.
Riguardano il web e noi che lo navighiamo impavidamente. Il primo è su “Magazine”, settimanale del Corriere della Sera: Marco Pratellesi, con un titolo emblematico come “Net Reputation” ci mette in guardia sulle tracce che ognuno di noi lascia sul web (che, scrive “ha una memoria da elefante”). Tutto è agli occhi di tutti, ma sopratutto la mole di foto, post, dichiarazioni e commenti potrebbe essere del materiale utile per dirigenti e manager che, come ci informa il giornalista “usano sempre più spesso internet per reperire informazioni su un candidato”. (E a questo punto mi chiedo, che penserebbe un manager di questo blog? Mah, meglio non saperlo!)
L’altra notizia invece riguarda la Gran Bretagna, dove sono sorte delle società che si occupano di ripulire la propria reputazione sul web: se ci sono dei siti in cui qualcuno di noi è calunniato o in cui si danno informazioni spiacevoli su di noi, arrivano i ripulitori del web, che pagando dirottano i motori di riverca su altri siti più “favorevoli”.
Sembra che sul internet i confini siano molto labili e in effetti basta poco per incappare in situazioni spiacevoli. Ma non mi sarei aspettata mai, in questo contesto di citare una delle più belle e valide massime latine: Verba volant, scripta manent.









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